San Paolo, Brasile
→ January 31 2027
Interazione tra arte, architettura e memoria.
Percorso immersivo, sensoriale e non lineare.
L’edificio storico come parte dell’opera.
Attraversare l’ignoto.
Perdere i riferimenti spaziali e temporali.
Luce. Specchi. Fibra ottica. Neon. Video. Sound art.
Riflessi, ripetizioni e spostamenti.
Dialogo tra il visibile e l’invisibile.
Instabilità. Squilibrio. Disorientamento.
Interazione. Partecipazione. Coinvolgimento del pubblico.
Attivazione dell’immaginazione e della memoria.
Immersione nel subconscio e nell’inconscio.
Identità. Trasformazione. Vulnerabilità.
Interrogativi su destino, scelta e finitudine.
Riflessioni su se stessi.
Esperienza fisica e psichica con l’arte.
Ricerca e osservazione della psiche e del comportamento umano.
“Chi guarda fuori sogna; chi guarda dentro si sveglia.”
C. G. Jung, lettera a Fanny Bowditch, 22 ottobre 1916.
Mostra personale di Vera Uberti
Ideazione e direzione artistica Vera Uberti
Artista ospite Pipilotti Rist
Opera ospite Open My Glade 2000–2017
© Pipilotti Rist, courtesy the artist, Hauser & Wirth, Luhring Augustine and videoart.ch
Sound design Furio Valitutti
Proponente Complementar Produções
Produzione Doppio Cultural
Sede Farol Santander São Paulo
Con il sostegno di Santander
Fotografie della mostra Pedro Napolitano Prata
Video dell’inaugurazione della mostra Marcelo Martins








Ideata, concepita e diretta artisticamente da Vera Uberti, Reflexos (in)versos — No País das Maravilhas riunisce le sue installazioni, ad eccezione di Open My Glade di Pipilotti Rist, con il sound design di Furio Valitutti. La mostra esplora l’instabilità percettiva e la formazione non lineare del soggetto. Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll offre una struttura per esperienze adulte: la perdita dei riferimenti, l’urgenza, l’inadeguatezza, i cambiamenti di scala, le regole arbitrarie e la necessità di scegliere senza un percorso sicuro.
Nell’edificio storico del Farol Santander São Paulo, il progetto assume una diversa spazialità.
A Porto Alegre, l’altezza degli ambienti favoriva movimenti verticali e accentuava la caduta.
A São Paulo, i soffitti più bassi spostano le installazioni sul piano orizzontale. La vicinanza tra soffitto, corpo e opera comprime il campo visivo, riduce la distanza contemplativa e trasforma una condizione architettonica in materia curatoriale.
La mostra diventa un paesaggio interiore più denso. Il visitatore attraversa le installazioni, modifica il passo, aggira luce e ostacoli e negozia la propria posizione accanto ad altri corpi. Gli ambienti procedono per deviazioni, ripetizioni, interruzioni e cambiamenti di ritmo, avvicinando l’esperienza spaziale ai movimenti discontinui della memoria, del subconscio e dell’inconscio.
Luce, specchi, fibra ottica, video e suono producono stati psicologici come esperienza corporea. Gli specchi moltiplicano e disorientano; la luce rivela e cancella i confini; il suono attraversa gli ambienti senza una fonte pienamente localizzabile. Ogni installazione crea una condizione percettiva collegata alle altre dal percorso.
Open My Glade di Pipilotti Rist introduce una tensione tra corpo, immagine e superficie. Il volto si avvicina alla telecamera, vi preme contro e si deforma come se cercasse di uscire dallo spazio che lo contiene. Duplicata dal pavimento riflettente, l’immagine incontra i cambiamenti di scala di Alice e amplia la domanda centrale della mostra: come riconoscersi quando il mondo non corrisponde più alle misure, alle regole e alle immagini che ci orientavano?
Furio Valitutti
Pipilotti Rist – Hauser & Wirth, Luhring Augustine and Videoart.ch
Marcelo Demetrius
Danielle Rocha
Ivan Lourenço
Everton Garcia
Emerson Witkowski
Complementar Produções
Doppio Cultural
MMV Montagem Audiovisual
Nucleo Um Eventos
Montadores:
Erick Martinelli da Silva
Adriano Cardoso Moreira
Daniela Oliveira Guimaraes
Francisco Pablo Medeiros Paniagua
Guilherme Menon da Silva
Inao Saraiva Ferreira
Samuel Luis da Silva Borges
Vitor Rubio Mauro